Cristina Busnelli

Per me l’ arazzo è come una sorta di finestra da cui guardare un orizzonte immaginario.

A me piace molto “guidare” il telaio, questo oggetto molto ingombrante visivamente, magari per creare degli arazzi minuscoli o quasi trasparenti e poi intrecciare fili di varia natura e consistenza, magari corposi,  fino a cercare la loro rarefazione.

Cerco di raccontare qualcosa, una storia per  me significativa, delle immagini certamente. Per me l’ arazzo è come una sorta di finestra da cui guardare un orizzonte immaginario. Allora il figurativo, quando c’è, è solo un punto di partenza.

Quando ho visualizzato  l’ arazzo finito, con i suoi colori e filati, passo al progetto su carta che serve anche a perfezionare ciò che ho ideato.

In tessitura è di solito necessaria una progettazione rigorosa perché non si tratta si aggiungere del colore ad un supporto, ma di creare il supporto stesso, un po’ come si fa quando si costruisce una casa, cioè partendo dalle fondamenta e poi via via verso l’alto. Questa è anche una differenza, fondamentale, con la pittura.

arazzo_Geo_       Arazzo_trepiùdue!_scalato